La Repubblica - 26 Agosto 2011

Si gira a Casalborgone il cinema senza frontiere

MonFilmFest, una settimana per un corto

Sette registi, da Roma al Burundi, per una piccola rassegna in collina Si comincia sabato e c’è tempo fino al 3 settembre per terminare il lavoro Si gira a Casalborgone il cinema senza frontiere MonFilmFest, una settimana per un corto
CLARA CAROU
Vengono da tutto il monddo. Da Roma al Burundi. Sette registi, alcuni italiani residenti all'estero, in viaggio verso un angolo del Piemonte, la provincia di Torino, e il paese di Casalborgone, comune oltre i 1.700 abitanti, dunque non a rischio estinzione. Qui da alcuni anni si celebra un rito estivo che sta tra la passione cinefila e «giochi senza frontiere». Sette registi per sette giorni per realizzare sette cortometraggi. Si inizia sabato alle 11, si finisce il 3 settembre alla stessa ora, quando la giuria promuoverà il vincitore. Tutto questo va sotto il nome di «MonFilmFest», rassegna/ contest di-ventata appuntamento di richiamo nazionale. «Mon perché il festival nasce nel 2003 a Vignale, nel Monferrato, ma anche nel senso di "mon", mio, qualcosa che mi riguarda e mi appartiene», spiega il direttore artistico Giuseppe Selva, insegnante appassionato di cinema che da nove edizioni si cimenta nella sfida di produrre shortstories. Un festival che è il massimo dell'indipendente e dell'auto - prodotto. «Una formula che in tempi di crisi è diventata un "modello" da esportazione», dice Selva. Poiché i soldi scarseggiano, il festival può contare su un tessuto locale dove s'intrecciano cultura dell'accoglienza, volontariato culturale e know how produttivo. «La nostra associazione Immagina offre agli autori la post-produzione, realizzata sotto forma di sponsorizzazione dalla torinese Rekordata. L'ospitalità delle sette troupe è a carico delle famiglie del posto, che garantiscono la privacy, i registi lavorano gratis così come attori e comparse, salvo eccezioni— racconta il direttore —Difficile incontrare star sui nostri set, sebbene lo scorso anno abbiamo avuto il grande Orso Maria Guerrini, protagonista di Traiettorie invisibili di Luc Walpoth, vincitore qui e poi selezionato a Clermont-Ferrand». Quest'anno i sette autori invitati a Casalborgone con le loro troupe sono: Riccardo Banfi, Francesco Boschetti, Renata Giugliano, Lucilla Mininno, Giulio Ortolani, Evrard Niyomwungere e Fabrizio Polpettini. «Rispetto a nove anni fa, oggi i nuovi media rendono più agevole la selezione— spiega Selva — Possiamo facilmente consultare sul web l'archivio degli autori e visionare le loro opere». Si gareggia non solo per la gloria e la prospettiva di passare nei festival o nei circuiti cinefili. Primo premio un Mac attrezzato con i software peri il montaggio, secondo premio un iPad. É previsto anche un premio (300 euro) per le opere precedenti dei registi in gara, che vengono presentate nel corso del festival in una sorta di «vetrina». Nel palmares delle passate edizioni del MonFilmFest, titoli che sono entrati nel catalogo dei documentari, come Indistruttibile di Michele Citoni, sull'Eternit di Casale, che nel 2003 ha aperto la lunga serie di film-denuncia sul-le morti per le polveri di amianto; e piccoli gioielli della forma breve come Baiano di Elisabetta Bernardini, vincitore a Vignale nel 2005, che ha poi guadagnato qualcosa come cinquantasei premi nei vari festival internazionali. Tra le chicche anche Grazie al cielo, premiato nel 2004, il folgorante corto di Andrea Jublin che due anni dopo è stato nominato all'Oscar per Il supplente. Le opere prodotte nei sette giorni di contest devono avere una lunghezza non oltre i 30 minuti. Il soggetto è libero, unica condizione che il tema o l'ambientazione siano legati al territorio.