La Stampa - 28 Marzo 2017

Un’anteprima per MonFilmFest

Il 9 maggio proiezioni dei corti sull’Europa realizzati dagli allievi del Leardi
FRANCA NEBBIA

Torna MonFilmFest, la rassegna definita «giochi di cinema senza frontiere» che l’associazione Immagina ha ideato quindici anni fa e trasferito a Casale lo scorso anno, organizzandola con il Comune. La fase finale si terrà dal 14 al 22 luglio al salone Tartara con le proiezioni dei video progettati in sette giorni dagli autori selezionati.
Ma già il 9 maggio, nella giornata della Festa dell’Europa ci sarà una sorta di anteprima con il coinvolgimento, in particolare, degli studenti di Grafica e Comunicazione all’istituto Leardi, invitati a girare un filmato di un minuto e mezzo, due al massimo. Dovranno essere dedicati appunto all’Europa, a sessant’anni dall’incontro fra le delegazioni di sei paesi che firmarono i trattati per la costituzione della Cee.
All’iniziativa collabora l’agenzia torinese eConsulenza (si occupa di europrogettazione), che utilizza lo strumento del cinema per la creazione di shorts movies.
«Lo scorso anno – spiega il docente Ilenio Celoria – una decina di ragazzi ha collaborato con le sette troupe, quest’anno l’esperienza si rinnoverà».
MonFilmFest, che si prefigge il rilancio di una terra di vino, cibo, cultura e arte come il Monferrato, è nata per cercare nuove storie e talenti, ma anche per individuare nuove location per cinema e corti.
Il gioco-madre su cui è fondato (intitolato «Sette giorni per un film») consiste in una sfida a registi e autori, che devono produrre un corto in video digitale in sette giorni. Chi vuole cimentarsi deve sottoporre agli organizzatori un suo film. Se ha già partecipato a precedenti edizioni è importante che il lavoro sia stato terminato dopo il 1° gennaio 2014.
L’anno scorso arrivarono troupe dalla Romania, dalla Croazia e dalla Svizzera, dando al festival un’impronta internazionale. Anche quest’anno è possibile, ai cittadini che vogliono aderire, aprire le loro case e offrire posti letto ai partecipanti. Fra gli sponsor del festival c’è la cooperativa Il Mongetto, chiamata a coordinare l’opera di altre aziende artigiane della zona che collaborano sul fronte dell’ospitalità.
L’anno scorso vinse «Boiled Eggs» di Kim Puric, ma al pubblico piacque molto «Em vis» del casalese Stefano Viale Marchino. Anche quest’anno ci sarà «Il Chiosco», uno spazio con un piccolo laboratorio di postproduzione mobile, dove saranno montati lavori di durata non superiore ai tre minuti, che dovranno raccontare una giornata al MonFilmFest. Concorreranno anche loro ai premi.
Il salone Tartara, oltre che luogo di ritrovo, sede di segreteria e postazioni, sarà anche il posto dove avverranno le proiezioni, anche di un ciclo di «film ritrovati» (così detti perchè magari un po’ dimenticati o messi da parte), prodotti dal 2015 in poi. A sostenere la rassegna è in corso anche una campagna di crowdfunding. Info www.immagina.net/monfilmfest.