Crediamo  che tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dall’appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica, debbano avere eguale accesso alla cultura sia come attori, sia come fruitori. La nostra parola d’ordine è PARTECIPAZIONE.

Ripudiamo qualunque forma di lobby culturale che garantisca ai pochi di fare e alla maggioranza di soccombere nonostante la qualità del lavoro proposto e/o realizzato.

Prendiamo in considerazione i progetti da realizzare in base alla qualità dei valori proposti, alla loro comunicabilità al mondo e alla possibilità di condivisione.

Crediamo nel rapporto costruttivo e coordinato con la scuola pubblica che è e resta l’unico referente per lo sviluppo della persona umana, che ne arricchisce le conoscenze e il diritto a una libera informazione

Crediamo nel rapporto dialettico con le istituzioni e non subordinato. Non vogliamo finanziamenti dei nostri progetti in quanto appoggiati da gruppi di influenza nei vari organismi, ma essere valutati solo sulla qualità del progetto e sui risultati tangibili. Quindi chiediamo più rigore nelle verifiche sia fiscali, sia dei contenuti e sia sulle produzioni tangibili del progetto

Crediamo nell’autonomia di Immagina, in quanto associazione culturale, ma anche nella legittimità di schierarsi sui temi imprescindibili per chi produce cultura quali: la cultura democratica, la difesa della nostra Costituzione, la difesa del lavoro e dei più deboli, il sostegno a chi opera sul campo come Emergency e nel contempo dare loro voce, eco, diffondere attraverso i nostri canali creativi quanto importante sia il loro lavoro, intervenire nella vita politica che tocchi temi di ampio interesse pubblico.

Crediamo nel lavoro e quindi chiediamo fiducia e fidelizzazione a chi lavora con noi, a chi ci segue, a chi fruisce di che cosa facciamo. Cerchiamo un’autonomia economica attraverso iniziative che hanno il solo scopo di poter sostenere l’operato di Immagina.

Crediamo nei giovani e su di loro da sempre scommettiamo dando loro spazi, responsabilità, assegnando premi.

Crediamo che con la cultura si mangi, perché il cibo che è sulle nostre tavole sia più dignitoso, onesto, responsabile, avremo coscienza di noi stessi, saremo cultura per il fatto stesso di poter mangiare.

Crediamo in tutti gli esseri umani, nei migranti, nella potenzialità che le diversità siano la linfa di qualsiasi invenzione creativa: la cultura è mescolanza e non rigida difesa di identità fuori dal tempo.

Crediamo a un orizzonte più ampio del possibile compromesso e stiamo già scendendo nei vari livelli del sogno, giusto per non dimenticare la passione per cui siamo nati, il cinema.

Giuseppe Selva